Il bruxismo è un disturbo comune che colpisce molte persone in tutto il mondo.
Si tratta del digrignamento o dello strofinamento involontario dei denti, che di solito avviene durante il sonno. Mentre potresti pensare che il bruxismo sia un problema legato alla masticazione o alla bocca, è considerato sempre più un disturbo del sonno. Secondo l’American Academy of Sleep Medicine, rientra nella categoria delle “parasonnie” o dei “disturbi del movimento correlati al sonno” e colpisce circa l’8% della popolazione.
Il bruxismo può manifestarsi in diverse forme.
Il digrignamento notturno è il tipo più comune e sembra essere correlato ad anomalie transitorie nell’attività cerebrale durante il sonno, come gli episodi di “attivazione corticale correlata al sonno” e “arousal autonomi”. Queste situazioni influiscono sull’attività respiratoria, cardiaca, circolatoria e muscolare attraverso la produzione di sostanze adrenergiche che stimolano immediatamente gli organi. Pertanto, il bruxismo è considerato un disturbo del sonno simile ad altri disturbi come mioclono, sindrome delle gambe senza riposo, roncopatia con apnee ostruttive del sonno (OSAS), sonnambulismo e insonnia.
Il bruxismo può causare danni significativi ai denti nel tempo.
Il costante strofinamento e digrignamento possono usurare lo smalto dentale e, nei casi più gravi, possono portare all’abrasione fino alla gengiva. Inoltre, i muscoli coinvolti nella masticazione possono ipertrofizzarsi a causa del lavoro continuo, causando dolore muscolare, mal di testa e dolori cervicali. Le articolazioni temporomandibolari subiscono carichi eccessivi, il che può danneggiare le strutture cartilaginee e legamentose.
La diagnosi del bruxismo può essere relativamente semplice quando sono presenti evidenti segni di usura dentale e ipertrofia dei muscoli masticatori.






